Copertina del libro Echi del sottosuolo di Michele Cofrancesco e J.L. Charlotte

Echi del sottosuolo

J.L. Charlotte e Michele Cofrancesco

"Ogni stanza custodisce una storia. Non tutte vogliono essere ricordate."

Un luogo scavato nel cuore del pianeta, dove il tempo si è fermato e ogni stanza custodisce un segreto. Tra corridoi dai tappeti logori e ombre che rimbombano come echi lontani, la realtà sfuma nei toni del perturbante e dell'assurdo.

Il libro

In un mondo in cui la superficie terrestre è stata devastata, esiste un rifugio scavato nel cuore del pianeta chiamato Hotel del Sottosuolo. Ma non fatevi ingannare dalla sua apparente accoglienza: tra i corridoi dai tappeti logori e l'odore di candeggina mista a spezie, il tempo si è cristallizzato in un eterno limbo dove ogni stanza racchiude un inquietante segreto o un doloroso ricordo che rimbombano come echi lontani.

All'interno delle sue camere fantastiche i confini della realtà sfumano nelle tonalità del perturbante e dell'assurdo.

Perché leggere Echi del sottosuolo

Atmosfera gotica

Un'ambientazione cupa e raffinata in cui ogni angolo dell'Hotel del Sottosuolo respira mistero e inquietudine.

Mistero e suspense

Storie che si dipanano tra corridoi oscuri e stanze segrete, tenendo il lettore sospeso tra realtà e incubo.

Racconti perturbanti

Narrazioni fantastiche e inquietanti dove il confine tra ciò che è reale e ciò che è assurdo si fa labile.

Un luogo da cui è difficile uscire

Un rifugio scavato nel cuore del pianeta: un limbo di ricordi dolorosi e segreti che rimbombano come echi.

Un assaggio del libro

Echi riflessi

Mi trovo, non so come, né perché, nella cavernosa e tetra hall dell'Hotel del Sottosuolo. Tutto attorno a me è putrescente e avvilente: pareti, mobilio, reception ammuffiscono in un'armonia oscura, in accordo perfetto con l'atmosfera fatiscente e decadente di una tana scavata nel cuore della terra. L'odore acre e nauseabondo del marciume mi costringe a tapparmi il naso con la mano mentre mi avvicino (o forse sarebbe meglio dire mentre vengo attirata) al gigantesco specchio, dalla cornice riccamente intarsiata ormai logora, posto nell'angolo a ovest.

La sgranata superficie dello specchio, vibra. Le stesse vibrazioni si riflettono su di me, producendo un'eco che non riesco a distinguere. Una volta raggiunto, non vedo la mia immagine bensì quella di un uomo. Un uomo, il cui sguardo punta dritto nei miei occhi, stupito e attonito: un riflesso identico al mio sbigottimento. Ritto in piedi a un passo da me, specchiato nello stesso oggetto dello stesso hotel ma in una dimensione... diversa. Si trova all'interno di una stanza dalle fresche pareti color smeraldo.

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